Pesci in vetrina

Aprirà oggi i battenti il neonato Museo della Pesca di Caslano. In attesa della messa a disposizione dello spazio della vecchia fornace alla “Torrazza”, comprende un centinaio di oggetti. Si tratta di una novità assoluta in Ticino e di una rarità in Svizzera.

Getta le tue reti, buona pesca ci sarà. Sono, questi, i versi iniziali di un antico brano bertoliano che a sua volta potrebbe altresì essere – casomai si rendesse necessario – la colonna sonora del neonato Museo della Pesca di Caslano. Museo che aprirà ufficialmente i battenti oggi. Si tratta di una vera e propria novità, non solo per quel che riguarda il Ticino ma anche per la Svizzera che “dispone” finora di soli tre musei esclusivamente dedicati alla pesca. A parlarne sono intervenuti ieri, nella sede di via Campagna, i promotori di questo progetto. “La storia del Museo della Pesca di Caslano – dice Franco Chiesa – ha avuto inizio un giorno del 1990 con la scoperta di una serie di attrezzi da pesca gettati tra i rifiuti ingombranti. Vista la passione per questo passatempo e il desiderio, diviso in particolare con Piercarlo Parini e Pietro Colombo, di conservare significative testimonianze di un passato in cui il lago ha costituito un’importante fonte di reddito e con il quale la gente del basso Malcantone aveva un legame ben più stretto dell’attuale, abbiamo deciso di ‘buttarci’ in questa avventura”.

Una ricerca affannosa e appassionata quindi, che si è estesa velocemente e velocemente ha trovato risposte importanti. Centinaia sono di fatto gli oggetti e gli attrezzi esposti oggi al Museo - nato anche grazie al fattivo contributo dell’autorità comunale – che ripercorrono in pratica la storia (e la preistoria) fascinosa di questo che prima di diventare salutare passatempo o attività agonistica è stato contributo importante di sussistenza anche per molte famiglie ticinesi.

“il materiale raccolto, pulito e catalogato – prosegue Chiesa – è stato in un primo momento sistemato in un locale messo a disposizione da Licurgo Soldati, vice presidente dell’Associazione Museo del Malcantone. Si voleva, in questo modo, dimostrare ai ‘donatori’ o agli interessati la serietà dell’iniziativa per cui abbiamo cercato subito uno spazio espositivo, che, purtroppo si rivelò esiguo”. Da queste condizioni è nata l’idea di creare un vero e proprio Museo della Pesca. “Si intuì che il modo migliore per raggiungere questo obiettivo – prosegue Chiesa – sarebbe stato quello di creare all’interno del Museo del Malcantone una sezione dedicata alla pesca, evitando così la dispersione di forze e risorse finanziarie”.

Grazie, come detto, anche alla buona disponibilità del comune di Caslano che ha messo a disposizione i locali di via Campagna (in attesa del nuovo spazio della vecchia fornace alla “Torrazza”= il progetto è ora diventato realtà. Il suo presidente, Bernardino Croci Maspoli (presidente pure dell’Associazione Museo del Malcantone) ha sottolineato l’importanza di questa novità. “Il museo – dice Croci Maspoli – è sicuramente di vasto interesse perché sviluppa temi che hanno contribuito a fare la storia di tutto un Paese. Interessante, per esempio, il settore dedicato alle peschiere  delle anguille sulla Tresa, la cui attività è stata per secoli una caratteristica inconfondibile per l’intero Malcantone”.

La rassegna presenta un patrimonio storico-documentaristico (in parte donato e in parte ceduto in prestito) di notevole ricchezza e varietà, a scopo primariamente didattico e di  conservazione, di studio e di conoscenza. Un’attrazione forte, insomma, che sarà sicuramente capace di coinvolgere e incuriosire anche i non pescatori.

Libera Stampa, 27 marzo 1993

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