| Soluzioni per lo sbalzo di 30 metri e per concludere il collegamento tra Ceresio e... Adriatico |
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La trota marmorata sta tornando a popolare i corsi d'acqua del Cantone, e quindi anche il Ceresio, come attestato dall'avvistamento di un esemplare nella camera di monitoraggio sul fiume Tresa, vicino al ponte doganale. Rimane tuttavia, in funzione del ripristino della continuità ecologica nel bacino idrografico del fiume Ticino per mettere in stretta e diretta relazione i laghi Verbano e Ceresio, l'ostacolo - per ora insormontabile - della diga di Creva, con un dislivello che si aggira attorno ai 30 metri. Tuttavia, anche questo ostacolo sembra prossimo ad essere eliminato nel contesto di un progetto Interreg che, mediante la realizzazione di passaggi artificiali per pesci, si prefigge di ricostituire - all'interno del reticolo fluvio-lacustre - quelle condizioni di percorribilità indispensabili per la conservazione di tutte le specie ittiche che effettuano movimenti migratori più o meno rilevanti, in parte legati alla riproduzione. Almeno a livello di intenzioni ma anche di fatti concreti, sottolinea il dr. Gaetano Gentili della Graia srl che coordina gli aspetti tecnici di questo grande progetto, si è a buon punto. Basti considerare che, nelle trascorse settimane a più riprese, i partner principali coinvolti nel dossier - ovvero la Provincia di Varese, il Canton Ticino e l'Enel in quanto proprietario della diga di Creva - si sono trovati concordi sulla necessità di ricercare una soluzione tecnica per ripristinare il passaggio per pesci fra i due laghi. Da qui l'esigenza di elaborare un progetto, che tuttavia si presenta complesso e soprattutto assai costoso. Ecco perché, quale primo passo, ci si è rivolti alla Regione Lombardia e alla Fondazione della Cassa di risparmio delle Province lombarde (Cariplo) per valutare la possibilità di avere un sostanzioso appoggio finanziario. In effetti, ogni ipotesi - dal punto di vista tecnico - è onerosa, ma si tratta di stabilire quale soluzione adottare. Sembra profilarsi, per ragioni di funzionalità ma anche per un minor costo, la realizzazione di una sorta di ascensore per pesci, mentre una soluzione come quella attuata nel 2007 subito a valle del manufatto a Ponte Tresa - detta «passaggio a bacini successivi» - appare non soltanto difficilmente realizzabile ma anche con costi proibitivi (dell'ordine di molti milioni di franchi). Il progetto è irto di ostacoli poiché in pratica si tratta di superare uno scalino di oltre 30 metri, per cui nella gola di Creva occorre applicare un passaggio per pesci almeno dieci volte più grande di quello costruito a Ponte Tresa. Sostanzialmente, rileva sempre Gentili, per dare piena concretezza al progetto di conservazione e soprattutto di ripopolamento della marmorata e di altre specie ittiche nel bacino idrografico del Ticino, così da collegare direttamente l'Adriatico con il Ceresio, si devono superare ben cinque sbarramenti: quello sul Po, all'altezza dell'Isola Serafini, vede in prima fila la Provincia di Piacenza che si è impegnata a provvedere in tempi relativamente brevi; sul fiume Ticino, per un pieno collegamento con il Verbano, la diga del Panperduto è stata dotata di un passaggio per pesci, mentre per superare lo sbarramento di Porto della Torre i lavori sono cominciati proprio nell'ultima decade di luglio; sul fiume Tresa, per ricongiungere Verbano e Ceresio, è realtà la scala di monta a Ponte Tresa. Ora si tratta di porre mano alla diga di Creva. rai, 02/08/2010 Corriere del Ticino |

Sono diversificati i progetti allo studio per oltrepassare l'ultimo ostacolo lungo il fiume Tresa - Si cercano anche i finanziamenti privati per un'opera molto onerosa.